Newsletter04

Art. 1:

         Sperando di far cosa gradita, alleghiamo alla presente mail il link per poter visionare

la tabella appena pubblicata con Decr.Min. 20/03/13 relativa al costo del lavoro del settore Metalmeccanica, installazione Impianti

Art. 2:

          Il Consiglio Direttivo Riunitosi in data 22 Marzo 2013, ha deliberato all’unanimità dei presenti la cancellazione delle Aziende Associate sotto elencate (secondo quanto disposto dall’art. 18 dello Statuto Vigente), essendo inadempienti nel versamento della quota per l’anno 2012 e totalmente silenziose ad ogni sollecito  effettuato dall’Associazione. (art. 5-6-7-8 dello Statuto Vigente).

L’AS.A.P.I.A. registra a verbale il credito e si riserva di avviare una procedura di recupero

nei loro confronti.

E’, pertanto, con rammarico che informiamo i soci della cancellazione dal libro soci delle seguenti Aziende:

o   GBM SERVICE srl – via Fratelli Canepa – Serra Riccò (GE). Claudio Matranga

o   SISTEMI srl – via E.Fermi 29/31 Flero (BS). Walter Ferremi

o   PITTI ANTONINO – via Oreste Arena, 16° Palermo. Antonino Pitti

o   TECNOCALOR – via Per Cadrezzate, Varese . Ennio Malaspina

o   CLIMARIA – via T.Edison 30/32 Leinì (TO). Mirko Uccello

o   DTP – via Galileo Galilei, Monterotondo (RM). Pietro De Tursi

o   FM IMPIANTI – via Rubinacci, Cercola (NA). Pietro Fummo

o   AIR FERR – via Oreste Mattirolo n.7, Roma. Franco Ferrante

o   PETTINI FRANCO – via L.da Vinci 118, Tavarnelle Val di Pesa (FI). Serena Pettini

o   D.L.M.Y & CO – via Casalina 1523, Roma. Mirco Di Loreto

Art. 3:

         Vi informiamo che, come deliberato nella Giunta Finco del 22 Febbraio scorso, a seguito della proposta ultimativa dei Probiviri Confederali di nuovo perimetro per la Federazione e di sua ridenominazione (da Finco a Feseac – Federazione Servizi Accessori alle Costruzioni-), Finco ha rassegnato, con effetto immediato, le sue dimissioni dalla Confindustria stessa. La nostra adesione alla Finco ci impone una presenza almeno biennale (scadenza 2014) pertanto il Consiglio Direttivo si è riservato, nell’ultima riunione, di valutare la continuità di adesione non appena saranno chiari i nuovi obiettivi che la Finco stessa si darà a seguito del cambiamento intervenuto.

Art. 4:

Comunicazione giunta da FINCO in merito alla richeista di modifica del D.M. 37/08

 

Camera dei Deputati – Interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 4-00216 presentata dall’On. Braga (PD) il 16 Aprile 2013.

  BRAGA, GUERRA, MOLTENI, TENTORI e FRAGOMELI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

in Italia le procedure per l'installazione degli impianti all'interno degli edifici sono regolate dal decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n.37, attuativo del comma 13 dell'articolo 11-quaterdecies del decreto-legge 30 settembre 2005, n.203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.248;

la norma riprende sostanzialmente il quadro normativo delineato con la legge 5 marzo 1990, n.46, recante «Norme per la sicurezza degli impianti», in relazione al quale si è cercato di introdurre meccanismi finalizzati a contemperare le esigenze di sicurezza e di semplificazione delle procedure burocratiche;

in particolare la norma aveva confermato la possibilità di concedere agli operatori la qualificazione sia in base alla presenza di titoli ed esperienza, sia sulla base della sola esperienza professionale;

tra i requisiti tecnico-professionali indicati dal citato decreto ministeriale n.37 del 2008, la lettera d) dell'articolo 4, si prevede: «prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti»;

allo stato attuale, circa il 60 per cento delle aziende hanno conseguito l'abilitazione attraverso il requisito di cui alla citata lettera d) dell'articolo 4 del decreto ministeriale n.37 del 2008;

a seguito dell'esigenza di adeguare il quadro normativo a livello comunitario, il Governo ha varato il decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, recante «Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE», che azzera completamente la situazione attuale e dispone, all'articolo 15, che a partire dal 1o agosto 2013 le imprese che hanno ottenuto l'abilitazione esclusivamente sull'esperienza non potranno più installare impianti relativamente a caldaie, caminetti a stufe a biomassa, sistemi solari fotovoltaici e pompe di calore;

la ratio della nuova norma appare condivisibile ed è evidente l'obiettivo di garantire la massima professionalità degli operatori e aumentare il livello di sicurezza, ma rischia di penalizzare fortemente professionisti che operano nel settore da moltissimi anni, la cui esperienza è un indubbio valore e che potrebbero subire gravi conseguenze economiche nella già preoccupante situazione di crisi attuale;

la situazione è resa ancora più critica dall'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n.43 del 2012, il quale obbliga le imprese che installano impianti di raffrescamento e pompe di calore, ad iscriversi ad un registro ad hoc e ad ottenere un patentino, mentre, nei fatti, viene loro impedito, a decorrere dal 1o agosto, di installare (o anche semplicemente svolgere lavori di manutenzione) un impianto che utilizzi la tecnologia in pompa di calore;

le associazioni di categoria hanno inviato una lettera al Ministero dello sviluppo economico per evidenziare come l'attuale formulazione dell'articolo 15 del decreto legislativo n.28 del 2011 appaia iniqua, errata e fonte di ingenti danni oltre che di disparità di trattamento per la categoria degli installatori–:

quali iniziative intenda adottare il Governo per salvaguardare l'esperienza, la professionalità e la competenza degli operatori del settore, individuando le opportune soluzioni di transizione al quadro normativo comunitario, posto che una sua eventuale inerzia potrebbe determinare conseguenze pesantissime in un settore economico molto importante, rischiando di bloccare migliaia di imprese e di far perdere moltissimi posti di lavoro. (4-00216)

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